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Il Codice Urbani del 2004 ha fissato un importante punto di arrivo nel processo di sistematizzazione della produzione normativa inerente il patrimonio non solo culturale e artistico, ma anche paesaggistico del territorio italiano. L’assunto di base, che ormai si fa largo anche tra gli esperti del settore, è che l’ensemble historique non è composto esclusivamente dalle sopravvenienze architettoniche né solo dalle testimonianze immateriali che le precedenti generazioni hanno tramandato, ma anche dalla componente naturalistica, che tanta parte ha avuto nella costituzione degli insediamenti umani. La normativa implica anche una redistribuzione fra Ministeri e Regioni delle competenze di tutela, gestione e valorizzazione, in cui si inserisce anche il ruolo dei privati, che possono partecipare a pieno titolo alle politiche culturali e ambientali. Le consuete metodologie gestionali risultano pertanto inadeguate ad affrontare i cambiamenti sia normativi sia concorrenziali, e non permettono di pianificare né di verificare la sostenibilità della domanda culturale che proviene sia dall’Italia che dall’estero.
STOA’, in questo settore, mira quindi da un lato a trasferire le migliori pratiche manageriali per la gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico, dall’altro a creare un network fra enti ed aziende che operano nel settore, al fine di innescare processi di scambio di pratiche manageriali e di ricerca, progettando e realizzando interventi formativi, attività di ricerca, sia a livello nazionale che internazionale, e consulenza.
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