Arte cultura impresa

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Periodo: aprile 2006 – novembre 2006

Il ruolo dei beni culturali è sicuramente oggi oggetto di un dibattito acceso e sempre più numerosi sono i soggetti, economici e non, che mostrano interesse verso le prospettive di questo settore dalle grandi potenzialità ed in pieno divenire. Le recenti riforme legislative introdotte in materia dimostrano una crescente volontà di dare impulso a nuovi metodi gestionali ed a nuove possibilità di fruizione del patrimonio artistico e culturale che ci appartiene.
L’intervento ha come punto di partenza dunque la cultura, intesa come valore e come oggetto di attività, talvolta di produzione (produzione di arti figurative, letterarie, teatrali, cinematografiche ecc.) talaltra di intervento sul patrimonio culturale già esistente per fini di:

– riproduzione e divulgazione
– tutela e conservazione
– valorizzazione

Muovendosi in questa direzione si potrebbe rappresentare una “filiera della cultura”, composta da quattro step:
produzione – riproduzione – tutela – valorizzazione

Ognuno di essi rappresenta un campo di intervento, da scomporre ulteriormente, che necessita di essere orientato alla domanda di cultura del terzo millennio. Secondo recenti ricerche di mercato, infatti, il “consumatore di cultura” non si identifica più con il target elitario, statico e passivo di qualche decennio fa, ma costituisce invece un’utenza ampia e diversificata, a cui appartengono intenti, priorità, livelli di fruizione, modelli comportamentali ed esigenze completamente alternativi rispetti al passato. Questo trend è in linea con i cambiamenti che il consumatore post-moderno dimostra di aver subito in tutti i campi economici.
Il consumo è sempre più guidato e motivato da un bisogno di espressione individuale e di credibile rappresentazione di sé. In poche parole in consumo è diventato uno strumento per affrontare ogni giorno un unico problema: costruire la propria identità.
Inserendosi in questo filone, anche le imprese private cominciano a prendere coscienza del fatto che investire in cultura può essere una mossa strategica per la costruzione di un’identità differenziante: è utile per presentarsi ai clienti ed all’opinione pubblica sotto una luce nuova, per offrire al personale nuove occasioni di stimolo intellettuale e di confronto con i temi della contemporaneità, per creare nuove occasioni e nuovi stili di relazione con gli stakeholder che contribuiscono all’attività dell’azienda stessa. Il concetto di investimento in cultura assume, inoltre, un nuovo significato anche alla luce del nuovo regime tributario in materia di agevolazioni per gli investimenti in cultura.
Durante il percorso formativo i partecipanti approfondiranno le tematiche connesse ai cambiamenti su descritti, con un taglio pratico particolarmente spiccato.

Obiettivi
– Comprendere gli ambiti di competenza e le possibilità di sviluppo degli enti e delle imprese che investono in cultura
– Sviluppare tutti i canali e le possibilità di finanziamento pubblici e privati
– Conoscere ed applicare la site modulistica europea, ministeriale, locale e le forme e procedure di finanziamento privato
– Fornire gli strumenti concettuali e tecnici per stabilire e rendere vantaggiose partnership tra soggetti privati e istituzioni artistiche e culturali.
– Conoscere le procedure che permettono una proficua relazione tra Enti Locali e Imprese Private al fine della valorizzazione e della gestione del patrimonio culturale

Partner di Progetto
Comune di Napoli
Ordine dei Commercialisti – Circoscrizione del Tribunale di Napoli
STOA’ S.c.p.A.
API Napoli