
Gli allievi del Master
Cu.Ma. - Cultural Management presentano, il
16 dicembre alle ore
20:30 presso la sala A. Dumas dell’
Istituto Grenoble di Napoli,
La cura del mare, atto unico di
Massimo Andrei, autore e attore napoletano. Lo spettacolo è la tappa finale del percorso formativo del Cu.Ma. - Cultural Management, ovvero il Master in organizzazione, progetti ed eventi nel settore dello spettacolo, organizzato da
Stoà – Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa in partenariato con
Federculture. Il Cu.Ma., giunto ormai alla IV edizione, mira a formare nuove figure manageriali esperte nell’ organizzazione di eventi, nella comunicazione e nel fund raising.
La prima edizione del Cu.Ma ha messo in scena, presso la Villa delle Ginestre a Torre del Greco, lo spettacolo
Almavesevi, liberamente ispirato a
I giganti della montagna di Luigi Pirandello. Lo spettacolo è stato replicato in diversi paesi vesuviani. La seconda edizione del Master ha portato in scena al Teatro Diana
L’impresario delle Smirne. La terza edizione, svoltasi interamente in Basilicata, ha prodotto
Petramorphosis, uno spettacolo ispirato alle
Città invisibili di Italo Calvino ed allestito nell’incantevole location dei Sassi di Matera. L’evento è stato replicato per due giornate e ha circuitato in tutta la regione.
Dal percorso formativo di quest'anno è nato
Cumalab09, un gruppo di giovani professionisti che associa le competenze e strumenti del management culturale ad una notevole sensibilità artistica. Mettendo in moto una solida macchina organizzativa, il CumaLab09 ha trovato nell’espressione artistica un canale privilegiato per comunicare l’importanza della promozione culturale su un territorio che, talvolta, non è adeguatamente valorizzato. Per questo motivo la "presenza" del mare, che da secoli "impregna"l a città di Napoli, è stata scelta come leitmotiv della rappresentazione.
Nasce così
La cura del mare, che pone come tema centrale della rappresentazione il momento dell’attesa, l’attesa di otto personaggi in cerca di una risposta dal mare agli interrogativi delle loro vite. Dallo svolgersi della narrazione emerge, inoltre, l'importanza della comunicazione quale passaggio necessario per risolvere le proprie incertezze e difficoltà. Per alcuni, infatti, la soluzione sarà semplicemente l'essersi incontrati, l’essersi conosciuti e, quindi, raccontati: "anche le storie degli altri ci fanno bene, forse ci salvano anche quelle" ricorda ad un certo punto una delle protagoniste. "L'istinto del linguaggio", sul palcoscenico, non è più solo verbale, poiché ogni personaggio sceglie di esprimersi con il codice che più sente vicino, dalla pittura alla danza dal canto alla recitazione. Il palcoscenico diviene, così, punto d'incontro di diverse forme artistiche, momento di libertà d'espressione. Il finale, invece, intende lasciare lo spettatore nell'incertezza per offrire uno spunto di riflessione sulla indefinitezza che caratterizza i nostri giorni.
Il costo del biglietto è di 5 euro, il ricavato è destinato all’autofinanziamento del progetto.
Lo spettacolo sarà anticipato da una
conferenza stampa, che si terrà l'
11 dicembre alle ore
11.00 sempre presso l'
Istituto Grenoble di Napoli, in via Crispi 86.
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