Esperienze master Stampa E-mail
Ciro Carillo - XIII MDGI 2003/04 Banca di Credito Popolare
"Sin dall’inizio il corso master ci ha impegnati in ore d’aula, di studio e di lavoro di gruppo con l’obiettivo di farci acquisire una giusta metodologia nel risolvere quesiti aziendali e di integrare le nostre conoscenze affinché potessero essere utilizzate al meglio nel lavoro. L’insieme delle materie studiate mi hanno dato più che una panoramica delle aree di lavoro presenti in qualsiasi azienda. In particolare esse mi hanno aiutato a capire che la loro visione globale è indispensabile per evitare errori di specializzazione e, inoltre, l’opportunità di approfondire le discipline economiche e nello specifico l’analisi di bilancio, la finanza d’impresa, la statistica, la strategia d’impresa, l’organizzazione aziendale ecc. e quelle ingegneristiche come sistemi di produzione, analisi dei processi aziendali e sviluppo di nuovi prodotti ha accresciuto enormemente le conoscenze e competenze da utilizzare sul campo."
Daniela Vitolo - VIII MBA 1998/99 ABI Funzione ricerche e analisi
"Un'esperienza di vita e di training al lavoro di gruppo volta a stimolare ed accrescere le capacità di lavorare in team oltre che di sviluppare approcci collaborativi e sinergici per l'ottenimento di obiettivi sfidanti"
Raffaele Crispino - II MBA 1991/92Partner Project & Planning
"Il Master in Business Administration è stata una esperienza intesa e ricca di valore, umano e professionale. E' chiaro molte cose sono cambiate dal II MBA, ma credo che lo spirito di chi ogni giorno si impegna per la realizzazione di un prodotto di alta qualità e la voglia di crescere ed emergere dei partecipanti siano una costante. Il mio augurio è che la scuola si impegni sempre più a valorizzare la propria presenza sul territorio, a costruire occasioni per lo sviluppo mettendo a frutto le esperienze e le risorse che attorno ad essa si coagulano. Per gli allievi attuali e futuri solo una raccomandazione da "vecchio nonno": non sottovalutate le opportunità che un buon percorso formativo vi può offrire e coglietele con la giusta dose di "spregiudicatezza", ma non dimenticate che il mondo al di là dell'esedra è fatto di grandi squali e piccoli, fastidiosi pescetti e nessuno è disposto a cedere il proprio spazio vitale. Non siete in un acquario ma dovete lottare in un mare che anche quando è calmo nasconde forti insidie."
Antonio Ovallesco - VI MBA 1996/97 Geven, direttore produzione
"Fare il master non significa solo imparare nuove cose, studiare, sacrificarsi e quant'altro si possa immaginare alla luce dell'esperienza universitaria, ma significa soprattutto la possibilita' di vivere un'esperienza umana irripetibile con altre persone al di fuori del comune."
Luigi Punzo - IX MBA 1999/2000 Consul. IBM Business Consult. Services
"Un'esperienza multidisciplinare unica! Stoà mi ha trasmesso la giusta forma mentis per comprendere ed affrontare i molteplici e diversi aspetti della realtà aziendale".
Annaleila Vitiello - VI MBA 1996/97 G.O.R.I spa, Resp. controllo di gestione
"Al di là delle nozioni che comunque hanno rivestito una certa importanza, quello che più mi è stato di grande insegnamento nell'anno di MBA è il rapporto interpersonale. Ero abituata a pensare da sola, a studiare da sola e conferire da sola durante gli esami. Durante tutto il Master ho imparato a confrontarmi con gli altri, a esporre in pubblico una parte di
me e delle mie conoscenze. Ho imparato cosa significa lavorare in un team. E
ti assicuro che si tratta di un qualcosa che mi è servito moltissimo. Nello stesso tempo ho appreso più o meno la realtà che si respira in azienda, attraverso le esperienze dei vari relatori che si sono
susseguiti."
Antonia De Lerma - VI MBA 1996/97 Enel, controllo di gestione
"Ho fatto la domanda di partecipazione all'MBA perchè finita l'università ero
terrorizzata dall'idea di iniziare la ricerca del "lavoro" e pensavo/speravo che il Master mi avrebbe aiutato sia come attività di placement che come titolo in più...
A livello pratico, ho imparato ad utilizzare office ed ho accresciuto le mie conoscenze di materie aziendali in un modo abbastanza originale e diverso
rispetto all'università ma la cosa più utile in assoluto è stato confrontarmi con un gruppo di persone assolutamente originali, brillanti, diverse da me. Sono cresciuta molto in quell'anno, è stato un anno in cui ho imparato che non è tutto centrato su di me e che è importante far fruttare al meglio tutti i tipi di sinergie e
questo non serve solo per il lavoro.
E' stata una sfacchinata incredibile!!! Ma ne è valsa davvero la pena."
Enrico Russo - VI MBA, 1996/97Contship Italia
Quando sono uscito dall'università ero un giovane ingegnere, di quelli che popolano le edicole alla ricerca dell'ultimo Career Book o degli annunci del Corriere. Oggigiorno ce ne sono talmente tanti in giro che vanno via a due soldi al chilo. A quei tempi (era il '96) la situazione era leggermente più rosea, ma comunque la migliore prospettiva possibile era quella di andare su una piattaforma petrolifera del Mare del Nord a stringere bulloni. O, altrimenti, a fare "il giovane ingegnere" in qualche grossa multinazionale. Per chi non lo sapesse, quella è una figura tipica presente in quasi tutte le aziende, un giovanotto imberbe con la faccia perennemente meravigliata che viene affidato al "senior", un signore di mezz'età che gli deve insegnare tutto quello che sa (che è molto poco, ma sicuramente più di quanto sa il giovane). Dunque un futuro brillante con prospettive allettanti.
Chissà come venni a sapere che sotto casa (ad Ercolano) c'era già da qualche anno un corso per diventare manager. A quel tempo si chiamava MBA; oggi hanno inventato mille sigle strane, ma la sostanza è rimasta quella. Una fucina di giovani dirigenti del futuro. Si, da grande farò il manager !!! (immagine di Grisou con la pompa in mano che spegne incendi) (mmmh, forse siete troppo giovani per ricordarlo)
A quel tempo c'erano un certo numero di borse di studio messe a disposizione per gli studenti meritevoli (borse di studio integrali) e per accedere c'era bisogno di superare una selezione scritta ed un colloquio orale. E per selezione scritta non intendo quelle di cultura generale per diventare Carabinieri, oppure gli esami di maturità di oggigiorno. Intendo qualcosa tipo le domande finali dei quiz miliardari (tipo: "Dire nome e cognome di tutti i tifosi italiani presenti alla finale Italia-Germania dei mondiali dell'82").
Riuscii a farcela, come altre 45 persone. Incominciammo il corso in una tranquilla e soleggiata mattinata di settembre. L'impatto fu molto forte. Non era una tranquilla passeggiata di salute. No, c'era bisogno di studiare (e anche molto).
C'erano ingegneri che avevano bisogno di corsi accelerati di economia (a quel tempo non c'erano esami del genere ad Ingegneria). C'erano economisti che avevano bisogno di corsi accelerati di matematica generale (a quel tempo C'ERANO esami di matematica, ma gli economisti non hanno mai brillato in tal senso).
E poi c'erano tutti gli altri che dovevano mettersi in pari con tutto. C'erano architetti, matematici, statistici e addirittura laureati in giurisprudenza. Tutti con lo shock da carico mostruoso di nozioni da imparare. E' normale che molti sono fuggiti a gambe levate, rinunciando a borse di studio e futuro radioso.
La cosa strana è che ci furono parecchi pazzi che rimasero li, a fare nottate su appunti oscuri e dispense in Austro-ungarico (e a volte in Ugro-finnico). Dopo un pò ci rendemmo conto della realtà. Non eravamo li per imparare nozioni. Non eravamo lì per prolungare di un altro anno i nostri stupidi corsi universitari.
Quello che dovevamo imparare era RAGIONARE, e soprattutto relazionarci con gli altri. Ci rendemmo conto che essere manager significa interagire con le altre persone, mettere insieme un gruppo di individui, perfetti sconosciuti, e renderli una squadra perfettamente oliata.
Ogni corso aveva i suoi gruppi, per cui imparammo a lavorare in team con chiunque, dal migliore al peggiore. Esattamente come nella realtà. Esattamente come in azienda, dove devi amalgamare "il giovane ingegnere" con "l'impiegata stupida di mezz'età", e devi motivarli a dare il massimo di se (ben poco in entrambi i casi, ma più "ben poco" messi insieme danno come risultato un "molto assai").
Dopodichè imparammo a distinguere tra informazioni utili e la spazzatura di fondo, tra corsi che valeva la pena di seguire e quelli totalmente inutili in cui dormivamo o studiavamo. Questa abilità è utilissima per un vero manager. Ti arrivano centinaia di mail al giorno, mica le puoi leggere tutte. Ti vengono sottoposte mille questioni, mica puoi affrontarle tutte. Devi imparare a delegare, a scremare, a capire quale insignificante particolare si rivelerà di vitale importanza tra una settimana. Alla fine, come tutte le cose belle, anche il master finì.
Cosa mi ha lasciato ??
Forse la cosa più importante di tutte: tanti amici con cui ho condiviso sudore, lacrime e panini con la mortadella durante la pausa pranzo.
Ancora oggi quando ho loro notizie (matrimoni, nascite, carriere sfolgoranti o più semplicemente una vita felice) mi sento sempre un pò più contento e riesco a finire la giornata con un sorriso.
 
logo del Master in Direzione e Gestione di Impresa accreditato Asfor
XXI MDGI
Dicembre 2011 - marzo 2013
Durata: 2100 ore
Aula: 1100 ore
Stage: 1000 ore
Inizio: 5 dicembre 2011
Documenti
Bando [pdf]
Modulo di candidatura [doc]
Brochure [pdf]
Avviso pubblico per il finanziamento di voucher Regione Calabria
Contatti
Giovanna Ciarcia
081 7882205
mdgi@stoa.it
Richiedi maggiori informazioni